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FAScinA 2020_Le sperimentali: tra cinema, videoarte e nuovi media

Violenza di genere e ricerca sociale: l’opera artistica di Shu Lea Cheang

di Laura Cesaro

Abstract:

L’intervento indaga sulla pratica artistica di Shu Lea Cheang (1954), filmmaker e networker di origine taiwanese, oggi naturalizzata americana. Attraversando i confini geopolitici della società attuale, l’artista offre una lettura sia rispetto le più recenti pratiche artistiche in termini di strumentazione tecnologica (QR Code, identificazione facciale e dispositivi di sorveglianza) sia un’indagine sui dispositivi sociali quali forma di depistaggio nella narrazione di identità frammentarie. Si ripercorrere l’opera quale ri-costruzione mediata di identità in stretta relazione a reazioni geopolitiche; tematica che segna la biografia di Cheang stessa. Si pensi a Brandon (1999), primo lavoro di NetArt commissionato dal Guggenheim Museum di New York, monumento a Brandon Teena, transessuale del Nebraska violentato e assassinato nel 1993. O ancora la partecipazione alla Biennale Arte 2019 con una serie di opere che costituiscono il progetto 3x3x6; mostra allestita presso Palazzo delle Prigioni, racconta la genealogia della prigionia sessuale con video installazioni, di forte carattere trans-punk: uno studio del corpo, il ritorno di questo in vettori, l’identità oggi quale immagine costruita da bits.

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