Categorie
FAScinA 2020_Le sperimentali: tra cinema, videoarte e nuovi media

L’origine imprevedibile e la nemesi del tempo

di Lucia Di Girolamo

Abstract:

Fata, elfo, spirito bizzarro: è così che Dacia Maraini descrive Lina Mangiacapre, eclettica artista che, tra gli anni ’70 e ’80 del Novecento, con le Nemesiache, il collettivo da lei fondato, fornisce una singolare lettura del femminismo. Dopo aver esperito filosofia, teatro e pittura, Lina scopre nel cinema un terreno creativo d’elezione, un ambito che racchiude tutte le precedenti forme di pensiero. Mangiacapre non è propriamente una cineasta sperimentale, ma una sperimentatrice del cinema, arte che scandaglia il Mito, primo oggetto di riflessione della performer napoletana.

L’intervento analizza i modi in cui, nei film direttamente ispirati a figure mitiche o leggendarie (Sibille, Cenerella, Didone non è morta), Lina Mangiacapre riesce a rintracciare una dimensione quasi magica, dove la sua visione del femminile acquista i contorni di una memoria originaria, rigeneratrice e in grado di ristabilire la verità dell’atto creativo, che per lei è mappatura del passato e oracolo del futuro.

Leggi l’articolo su Smarginature 2020

Leggi la biografia di Lina Mangiacapre a cura di Lucia Di Girolamo