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FAScinA 2020_Le sperimentali: tra cinema, videoarte e nuovi media

Creare femminismo. Note sull’idea performativa di Lina Mangiacapre e delle Nemesiache

di Giada Cipollone

Abstract:

Nell’orizzonte indisciplinato dei femminismi degli anni Settanta e di quelli che si pronunciano con più forza dalla parte delle pratiche, l’attraversamento di Lina Mangiacapre e del collettivo delle Nemesiache attivo a Napoli dal 1970 merita di essere ri-attenzionato. La trasmissione operativa della loro ricerca – affidato alla testimonianza delle compagne, al sito e a un’esplorazione dell’archivio ancora parziale – rivela un percorso travolgente che muovendosi tra arti, curatela, attivismo, cinema e performance, raggiunge punte avanzate di elaborazione estetica e politica. Posizionandosi sul tracciato del rifiuto, Mangiacapre lavora a un’invenzione del femminile che non solo decostruisce i modelli della rappresentazione ma attiva un ragionamento sulla performatività, come chiave di irruzione del corpo nell’azione politica e possibilità di mobilitazione dei regimi sociali e materiali. Sé come immagine cyborg, prefigurazione queer, performance come politica, desiderio come azione, mito come origine dell’altro: il ritorno a Mangiacapre proverà a esplorare queste e altre questioni messe in campo in un lavoro rimasto estraneo alla geografia teatrologica del “nuovo teatro” e da situare in un riesame critico della situazione performativa nell’Italia degli anni Settanta.

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